Capitolo 2

COSTRUZIONE, CONSACRAZIONE E LAVORI

a) Costruzione

Diciamo subito che la nuova chiesa di S. Maria delle Grazie, cioè la chiesa madre di Quindici, fu ultimata in pieno periodo barocco allorquando venivano abbandonate le forme rigide, contenute e organizzate in rigorose simmetrie compositive. La nostra chiesa, vera figlia del barocco, presenta forme libere, aperte e articolate. Ogni elemento viene reinventato, ogni materiale viene forzato al limite delle sue possibilità di resa, sia tecnica che espressiva. Facciamo rilevare che la nostra chiesa, fu iniziata in stile classicheggiante, come dimostrano i basamenti dei 18 pilastri, due dei quali riportati allo scoperto. Costruita in posizione sopraelevata, a 130 cm. rispetto all'asse viario, si inserisce a perfezione nel tessuto urbano di Quindici. Come autentica madre sovrasta tutte le altre costruzioni dell'abitato e nella penombra della notte somiglia ad una chiocciola che tiene raccolti i pulcini intorno a sè. La maestosa facciata e la sua gradinata di accesso creano quell'atmosfera ieratica che accompagna il fedele mentre si porta in chiesa. Ma colpisce soprattutto la sua imponente configurazione spaziale esterna. Lo spazio architettonico interno si sviluppa su una pianta a croce latina con transetto e cupola. Dovunque regna una perfetta armonia fra rette, curve ed archi. La luce attutita e diffusa, ma non localizzata, concilia l'elevazione dell'anima. Le cornici e le lesene ben proporzionate avvalorano ancora di più il pregio artistico del complesso sacro. Per il lavoro di costruzione e di abbellimento furono impiegati oltre un secolo e mezzo. Infatti nel 1615 i lavori erano già iniziati da un pezzo, dal momento che in quell'anno il vescovo di Nola Mons. G. B. Lancellotti, visita la chiesa in costruzione ed emana anche un decreto per il quale i diritti patronali sugli altari e cappelle della vecchia chiesa non sono trasferiti automaticamente sugli altari della nuova chiesa, ma devono essere ben documentati e forniti di nuovi decreti della curia diocesana di Nolana. L'altare maggiore, che corona tutti i lavori, porta la data del 1768. Le numerose tele degli altari, tutte di Giacinto Diano, sono della fine del Settecento.

b) Consacrazione

La consacrazione avvenne il 25 settembre 1740 per opera del nostro concittadino Mons. Erasmo Bortone, Vescovo titolare di Eumenia'. Siamo nel periodo di massimo splendore della storia quindicese: i figli di Quindici si fanno onore in tutte le latitudini. Da poco è deceduto Mons. Giovanni Bortone, Vescovo titolare di Lidda E' ancora vivente il di lui nipote, Mena. Erasmo Bortone. La famiglia Vivenzio, ricca di Notai, Medici e Sacerdoti, è ben insediata alle corti di Nola e di Napoli e scrive pagine gloriose nel campo della politica, della cultura e della religione.' Le famiglie Amelia (con 7 sacerdoti, numerosi notai e medici), Santaniello (con 5 sacerdoti e numerosi medici), Rubinaccio (con 4 Sacerdoti e Medici), Fiore, Trione, Fusco, Manzi, e molte altre brillano in tutto il Regno di Napoli. Per quanto riguarda la consacrazione, riportiamo la lapide‑ricordo nel testo originale e nella traduzione a cura di Don Giovanni Santaniello.

ISCRIZIONE DI LATINO SULLA LAPIDE E LA TRADUZIONE IN ITALIANO



D.O.M.

TEMPVM HOC
DIVAE GRATIARVM MARIAE DICATVM
ILL/MI AC RIMI D.NI ANTISTITIS NOLANI
CONCESSV
AN. A VIRG. PVERPERIO MDCCXL
SEPT. KAL. OCTOBRIS
SV13 REGIMINE MAGNIFICORVM
DOCT. CHIR. ANDREAS DE FLORE, ANTONII SCIBELLO, PETRI TORINA
ET AMBROSII CALIENNI
ILLIMVS AC RIMVS D.NVS
D. ERASMVS BERTONIVS
QUINDETIANVS, E/PVS EVMENIAE
MAMMA CVM RELIGIONE
NEC ABS RE ANNVVM EXINDE FESTVM
CONSECRAVIT
DOMINICA VLTIMA MENSIS AVGVSTI
SOLEMNITER CELEBRANDVM
DECREVIT

(traduzione italiana)
A DIO OTTIMO MASSIMO
QUESTO TEMPIO
DEDICATO ALLA DIVINA MARIA DELLE GRAZIE
PER CONCESSIONE
DELL'ILL/MO E REV/MO SIGNOR VESCOVO DI NOLA
IL 25 SETTEMBRE
DELL'ANNO 1740 DAL PARTO DELLA VERGINE
SOTTO IL RETTORATO DEI MAGNIFICI
DOTT. CHIR. ANDREA FIORE,
ANTONIO SCIBELLI, PIETRO TORINO
E DI AMBROGIO CALIENDO
L'ILL/MO E REV/MO SIG.
D. ERASMO BORTONE
QUINDICESE, VESCOVO DI EUMENIA,
CON SOMMA PIETA'
CONSACRO'
NE' SENZA RAGIONE DECRETO'
CHE D'ALLORA LA FESTA ANNUALE
SI DOVESSE SOLENNEMENTE CELEBRARE
NELL'ULTIMA DOMENICA DEL MESE DI AGOSTO

1 A.S.D.N., Sante Visite, Vol. VIII, anno 1615, f. 256r.
2 Mons. Erasmo Bortone nacque in Via Piediquindici il 3 febbraio 1696. Fu canonico della cattedrale di Nola, Protonotaio Apostolico e Abate di S. Maria delle Grazie in Melfi. Il 4 febbraio 1730 si laureò presso la Sapienza di Roma e 4 giorni dopo, l'8 febbraio, fu nominato Vescovo titolare di Eumenia e consacrato nella chiesa del Collegio di Nola il 25 marzo dello stesso anno da Mons. Carafa, di cui divenne ottimo collaboratore.
Dal 1738 al 1764 fu la spalla forte dei nuovo Vescovo di Nola, Mons. Troniano Caracciolo del Sole. Negli anni 1741 e 1742 tenne le ordinazioni sacerdotali nella chiesa di S. Nicola in Quindici, di cui era Rettore.
Verso il 1750 si trasfen a Pago, dove tenne moltissime ordinazioni sacerdotali. Solo nel corso del 1755 ne sono documentate 20, di cui alcune tenute nella cappella del suo pa1 azzo.
Nel 1764 con la nomina di Mons. Sanchez de Luna a Vescovo di Nola, si ecclissa la figura di Mons. Bortone. Probabilmente moi i a Pago nel 1775, in quanto in tale anno fu nominato il suo successore. Facciamo presente che il Registro dei Morti della parrocchia di Pago di quel periodo è andato perduto.

3 Mons. Giov. Bortone nacque in Via Piediquindici il 15 febbraio 1678 e mori a Napoli il 22 luglio 1729.
Dal Remondini apprendiamo che si laureò in giovane età in diritto ecclesiastico e civile. Nel 1708 pubblicò a Napoli un'opera in latino intitolata Regni Neapoletani erga Petri Cathedram Religio Adversus calumnias Anonimi vindicata. Nel nostro Archivio Parrocchiale abbiamo fotocopie di un opuscolo in lingua italiana, formato da 88 pagine dal titolo Risposta alla Scrittura pubblicata addì 18 di giugno 1708, RAGIONI del regno di Napoli nella causa dé suoi benefici ecclesiastici attribuito all'Abate Giovanni Bortone.
Nel 1714 pubblicò a Roma un'altra opera pure in latino intitolata De interdicto utriusque Siciliae. Inoltre difese egregiamente con scritti la Bolla PontificiaUnigenitus. li Remondini fa riferimento anche ad altri scritti mai pubblicati a causa della immatura morte. Nell'Archivio Parrocchiale abbiamo anche fotocopie del discorsofunebre pronunziato alla presenza del Papa Clemente XI in occasione del funerale del Cardinale De Tournon.
Il discorso funebre in latino, in versi elegiaci, fu tenuto il 14 novembre 1711 e pubblicato nel 1712 dalla tipografia Felice Mosca di Napoli.
Percorse tutte le tappe della carriera ecclesiastica: alunno dei Seminario di Nola, canonico, cappellano primario della Cappella Pontificia. Abate e Barone di S. Angelo in Reparo, assistente al Concistoro sotto il papato di Clemente XIII. Fu eletto vescovo di Teano, ma rinunziò. Referendario dell'una e dell'altra Segnatura, Consultore delle Congregazioni dell'Indulgenza e del S. Ufficio, il 22 dicembre 1727 fu nominato vescovo titolare di Lidda in Palestina e Assistente al Soglio pontificio. Come si è detto, mori nel 1729, all'età di appena 51 anni e meno di 2 anni di episcopato.
4 L. AMMIRATI, Ifratelli Vivenzio a Nola, Tip. Scala, Nola, 1980, pp. 8‑20.