I Cantori di Moschiano
 

STORIA DELLA TRADIZIONE MOSCHIANESE
…..i cantori del venerdi Santo.

Il canto designa da sempre un modo per comunicare ad gentes‑inter gentes, ovvero uno strumento tra le varie culture generazionali. Per comprendere quanto detto basta ridimensionare il fenomeno alla nostra comunità alludendo ai cantori Moschianesì dei venerdì Santo, non solo vecchi e decani ma anche giovani e spavaldi. Nell'anno liturgico cristiano il venerdì Santo è il venerdì che precede la Pasqua celebrato come anniversario della crocifissione dei Cristo. Di tutta la settimana Santa il venerdi è il giorno più sentito, che inizia il suo volgere alle prime luci dell'alba, quando una processione mattutina apre" la tradizionale giornata" presso il paese. Popolano il corteo i personaggi della Gerusalemme di Caifà e di Pilato, seguiti dal Cristo sotto la pesante croce nonché da Maria, i discepoli ed infine i cantori che con il loro canto melodico intonano i versi della via crucis. Di questo canto mentre unico è il testo, tanti sono i motivi e le vocalità che variano da paese a paese. Inoltre all'interno dei cantori o detti "Biancovestiti", (perchè calzano toghe e cappucci bianchi con sopra coroncine dagli stessi fatte con piante di rovo) si selezionano le voci, che con caratteristiche differenti vanno a comporre tonalità in disparati livelli. Ad es. Alla prima voce saranno assegnati coloro che hanno un timbro più "acuto", fino ad arrivare alla quarta che invece sarà dei più "bassi" ... incondizionata tra tutte le voci si distingue il ed. "Salzetto": una voce femminile sottile e altissima che fa da controcanto. Un vero peregrinare è di queste persone che attraversano a piedi tutti i paesi del Vallo, onorando con deferenza, i vari sepolcri nelle chiese, fino ad arrivare a Lauro, che, processionalmente parlando è la tappa più importante. Qui convengono tutte le processioni che con rappresentazioni e canti tradizionali si sfidano al "migliore", in senso metaforico ... perché non è una sfida ma un'occasione di intreccio e dialogo della stessa cultura popolare e folcloristica che va colta nel suo insieme. t tradizione che il parroco di Lauro assegni ad ogni processione dopo essersi esibita canoramente con ì suoi cantori nella chiesa di S.Margherita e S.Potito una targhetta a titolo di onorificenza, che viene conferita al più anziano, Di questo giorno un ruolo importante è dei fedeli che con devozione accompagnano la Sacra Rappresentazione come un vero pellegrinaggio, ribadendo la testimonianza di una fede incondizionata. Nel pomeriggio dopo la celebrazione delle tre ore di agonia presso le strade del paese si da luogo alla processione dei Gesù morto, la quale rievoca riflessione e suggestione pensando al Golgota. Calata la sera si spengono i riflettori e con essi anche questo breve ma"intenso"giorno vissuto da ogni cittadino senza distinzioni e campanilismi ma solo all'insegna della morale cristiana intesa come identità dei Vallo e non del singolo paese.

 

Sabato Dalia

 

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