Fontana

OPERE PUBBLICHE

Fino a pochi anni fa, in piazza, nel luogo detto « Nelle fontane » prima che venisse costruita la casa comunale (1), c'era, al posto di questa, un'ampia parete di pietrabianca.
Rassomigliava al fondale d'uno scenario. Di fattura sobria e lineare, con una sporgenza in alto simile ad un cornicione; era stata eretta verso la fine dell'800.
Le decorazioni contenute, lapidi e stemmi, rappresentavano un insieme di memorie patrie. Vi erano murate. in basso, due mascheroni da fontane, le cui bocche gettavano acqua potabile proveniente dal retrostante serbatoio di raccolta e deposito.
In alto vi erano due stemmi del paese, scolpiti su grossi blocchi di pietra che tutt'ora si conservano murati presso l'ingresso del Municipio (2).
Al centro della parete, in posizione verticale, tra gli stemmi e mascheroni, v'erano disposte due lapidi.
Quella in alto, di marmo, dedicata a Domenico Dalia, ricordava l'opera di restauro dell'acquedotto (3), l'altra di pietra, più in basso, del 1600 portava inciso il seguente testo: « FONS ERAT ANTIQUS OUEM CIRCUM FOEDA LAVACRA EXTABANT MURUS MARGINE NULLUS ERAT NUNC IMPENSA NOVUM MAIOREM PUBLICA FONTEM FECIT AB INTEGRO SIC QUE NOVAIT OPUS SI OUOERIS QUANDO CUM DEMPTIS QUATTUOR ANNOS MILLE ET SEX CENTOS FECERAT IPSE LEO ».
Purtroppo però, questo testo non sarà mai più letto sulla pietra nella quale era stato inciso, perchè quando fu demolita la parete, che doveva cedere il posto alla casa comunale, furono, con troppa leggerezza, abbattuti la lapide e i mascheroni. I suoi frammenti furono sepolti per sempre nell'impasto di cemento, gettato nelle fondamenta del costruendo edificio.
Quale atto riparatorio all'incivile gesto consumato, abbiamo voluto qui dare rilievo al testo, che conservavamo, perchè non se ne perda la memoria.
Esso ci informa che un certo Leone, probabilmente un governatore del paese, edificò una nuova fonte, elevata, più grande e decorosa, sullo stesso luogo di un'altra già preesistente. La vecchia fonte, per essere stata definita antica già nel 1600, ci lascia supporre, molto evidentemente, che risalisse almeno ad alcuni secoli avanti.
Nei pressi di questa fonte, cioè dietro la parete descritta, vi era un pubblico lavatoio anch'esso antico ed ancora in ottimo stato di conservazione quando fu interrato per dare luogo alla costruzione della casa Municipale, la quale, per sorgere ha sepolto e distrutto i segni del nostro civile passato. Che attraverso i suoi amministratori sappia essere, almeno degna custode, delle lodevoli memorie antiche!

(1) La casa comunale fu edificata nel 1961 sugli antichi lavatoi pubblici.

(2) Su di uno stemma si notano cime di monti, su ciascuna di questa c'è un albero, probabilmente un castagno che simboleggia la vegetazione prevalente delle nostre montagne, sotto si legge «MUSCANO ». Sull'altro si notano una torre a tre ripiani, accanto tre anforette con una sola ansa, di quelle volgarmente dette « pignatelle ». Ouesto stemma appartiene ai Pignatelli marchesi di Lauro dal 1541 al 1631; ciò spiega che questi stemmi sono stati scolpiti durante il marchesato dei suddetti feudatari di Lauro.

(3) Il testo della lapide è il seguente: « A Domenico Dalia Consigliere della Corte di Cassazione a riposo che nell'inopia dei mezzi municipali ricostruì a proprie spese nel 1866 l'acquedotto Acquapiccoli migliorò le sorgenti nel 1872 e restaurò l'intero acquedotto pubblica fonte i suoi concittadini per riconoscenza e ricordanza dei posteri posero questa lapide commemorativa MDCLXXIII ».

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